Libri e dintorni

Rosalia Messina

Conversazione con Elda Lanza

Conversazione con Elda Lanza

Elda Lanza − giornalista, autrice e presentatrice televisiva, esperta di comunicazione – è anche autrice di libri (La tavola, I riti della comunicazione, Ho una pazza voglia di amare, Una donna imperfetta, Signori si diventa e Una stagione incerta). Tra i suoi gialli di successo citiamo Niente  lacrime per la Signorina Olga, Il matto affogatoIl venditore di cappelli, La bambina che non sapeva piangere e Uno stupido errore (editi da Salani). Il suo ultimo libro è Imparerò il tuo nome (Ponte alle Grazie 2017), un’intensa storia di abbandoni e di amori.

 

Signora Lanza, eccoci di nuovo a parlare di un suo romanzo, Imparerò il tuo nome. Un bel ritratto di trentenne contemporanea: una ragazza solitaria, determinata, che investe molte delle sue energie nel lavoro. Una storia di abbandoni e distanze, di vicissitudini non comuni che la portano a vivere da sola dai sedici anni in poi. La vita sentimentale di questa giornalista che si occupa di dimore particolari per una rivista in cui fa senza troppi sforzi carriera è piuttosto turbolenta. Abbandonata da Lorenzo dopo una lunga relazione, s’innamora di Malina,  una fascinosa psicanalista; frequenta Norma, una ragazza ignorante e vitale decisa a migliorare la propria condizione economica e sociale; ama Greg, un fotografo americano che le promette un futuro inedito (matrimonio, trasferimento negli Stati Uniti) che non si realizza per il mancato divorzio di lui; si lega a una giovane donna rumena, una creatura generosa che apprezza ma di cui non è innamorata. Senza svelare troppo ai lettori, diciamo che il romanzo si chiude sull’orlo di una scelta importante. Tanti i temi e le vicende narrate; è stato difficile intrecciare i vari piani della narrazione? Aveva in mente già tutta la complessa architettura del romanzo quando ha iniziato a scrivere oppure i personaggi, come a volte accade, si sono imposti, dettandole le loro storie?

Quello che lei ha così ben tratteggiato è il racconto di questa vita, segnata da un dolore ricorrente: essere abbandonata. La domanda della protagonista: perché tutti mi lasciano… non ha risposta se non nella ricerca forsennata di un amore capace di durare. Conosco il dolore che
l’ha ispirata, scrivendo ho incontrato e seguito la sua vita, i suoi errori, i suoi dubbi. Una straordinaria avventura, irripetibile.

 

Il suo libro mostra molti volti diversi dell’amore. A suo modo il padre della protagonista,  un rude camionista, ama la figlia e ama la donna con cui va a vivere dopo essere stato abbandonato dalla moglie. Un modo semplice, quasi primordiale di prendersi cura delle persone care. C’è la seduzione di Malina,  affascinante e manipolatrice; la generosità di Lerna,  la giovane rumena che a lungo nasconde i suoi sentimenti ed è pronta a farsi da parte se non può essere pienamente ricambiata. Altre storie d’amore fioriscono e scolorano intorno al nucleo narrativo principale. Ma davvero è ancora così importante far parte di una coppia, condividere la casa e il quotidiano con la persona amata? La protagonista del suo romanzo non ne sembra convinta e finisce per lasciarsi con riluttanza coinvolgere in una vita a due con Lerna senza provare una vera passione.

La vita di questa donna sola, intelligente, appassionata è la risposta  a questa domanda: puoi scegliere di vivere sola, ma non accetterai mai di essere stata abbandonata, messa da parte, sostituita… Non si lascia coinvolgere con riluttanza da un amore che non sa ricambiare: la spinge il timore di essere sola.

 

Il finale del suo romanzo sembra un finale aperto,  in cui tutto può succedere, perché  il cuore può dettare scelte diverse.  Leggeremo un seguito di questa storia di abbandoni e amori?

Infatti è un finale aperto, lasciato a chi legge, alla sua sensibilità, ai suoi timori, alla vita che ha avuto… Essere abbandonati è un dolore che non si rimargina mai, è continuamento parte di te. No, non ci sarà un seguito, la sua storia finisce qui: lei sceglierà come concluderla. E io l’accetterò, avendo molto sofferto con lei di un dolore che ho conosciuto.

 

Grazie, signora Lanza, per il suo tempo e le sue risposte.

© Riproduzione Riservata
Tags

Rosalia Messina

Sono nata a Palermo nel 1955. Vivo, lavoro e scrivo tra Bologna, Firenze e Catania. Giurista insoddisfatta della prosa in “giuridichese”, mi salvo la vita scrivendo narrativa: tanti racconti, alcuni riuniti in una raccolta, “Prima dell’alba e subito dopo”, Perronelab 2010, i romanzi “Più avanti di qualche passo” (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio “Angelo Musco” 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio “Città di Reggio Emilia” 2013), “Marmellata d’arance” (Edizioni Arianna 2013) e “Gli anni d’argento” (Algra Editore 2014), “Morivamo di freddo” (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016, prossimamente edito in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini “Favole a colori” (Algra Editore 2015, prossimamente anche in digitale). Credo nella condivisione e nelle possibilità che offre la rete; pubblico su LetteraTu le “Citazioni della domenica” e, di tanto in tanto, anche altro, come per esempio le interviste in “Ritratto di lettore”; su Libreriamo curo la rubrica “Libri e dintorni“, nata sulle ceneri de “La parola all’autore” e infine in rete si trova anche un mio blog – http://rosaliamessina.blogspot.it/ – per il quale spero sempre di trovare più tempo. Ma sotto le quattro ore di sonno non posso andare…

Utenti online