Libri e dintorni

Rosalia Messina

Lucia Vincenti, la passione irrefrenabile per la scrittura e il rigore della ricerca storica

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Lucia Vincenti, studiosa di storia contemporanea siciliana e in particolare dell’ebraismo in Sicilia, è autrice di numerose pubblicazioni, la più recente delle quali è Le donne ebree in Sicilia al tempo della Shoah. Dalle leggi razziali alla liberazione (2013, Marlin). Con Vento di Sicilia (2015, Marlin) esordisce nella narrativa.

 

 

Lucia, le chiedo innanzitutto di parlare un po’ delle opere − davvero tante − che hanno preceduto l’esordio nella narrativa di quest’anno, con il romanzo Vento di Sicilia (editore Marlin). Il fascismo, le leggi razziali, gli ebrei di Sicilia sono temi da sempre al centro della sua ricerca. Da cosa nasce questo interesse?

L’interesse è nato per caso, tanti anni fa… in occasione della preparazione della mia tesi di laurea, nel 1997. Pensai di realizzare la tesi sulla storia della persecuzione ebraica a Palermo durante il fascismo e da allora non smisi più, estendendo le ricerche a tutto l’universo dei perseguitati, compresi gli antifascisti e cercando di analizzare la storia della Resistenza siciliana.

 

E veniamo ai personaggi di Vento di Sicilia, ambientato nella Palermo del fascismo e dei movimenti antifascisti: l’aristocratico Fernando, la popolana Dora. Una storia d’amore inscritta nella storia di un periodo travagliato e complesso, di cui la letteratura si è molto interessata ma non con riguardo alla nostra isola. Mi chiedo sempre cosa spinge intellettuali che della scrittura hanno fatto un uso non letterario a cimentarsi con l’invenzione narrativa e non posso non fare questa domanda anche a lei, Lucia.

Un desiderio irrefrenabile di scrivere… non motivato da null’altro che da una grande passione. Un tramonto, una frase, un luogo… nella tua mente prendono forma e immediatamente nasce nella tua testa un dialogo…

 

Pensa di proseguire su questa via, di scrivere altri romanzi?

Sì… assolutamente si.

 

Lei si dedica a molte cose impegnative, che richiedono applicazione costante e disciplina. Scrivere una storia significa rimanere per lungo tempo in contatto con la sua atmosfera e i suoi personaggi. Lei riesce a scrivere ogni giorno? Come si mescola e si intreccia la scrittura agli altri impegni del quotidiano? Quanto è durata la gestazione di Vento di Sicilia, dalla prima idea embrionale alla stesura definitiva?

Dipende dai periodi. Non è mai una forzatura. Se arriva l’idea.. beh.. allora durante la giornata vieni invasa da molti spunti… flash che devi mettere su carta…

Per quanto riguarda gli altri impegni… beh, difficile per una donna già impegnata nel lavoro… in casa… coi figli… ma poi si fa pratica e si riesce.

La gestazione di Vento di Sicilia è stata lunghissima. Essendo un romanzo storico con analisi dettagliata di quanto accaduto nella nostra terra, ho avuto necessità di molto tempo per la verifica dei fatti storici, dei luoghi, contesti, documenti… e a questi affiancare le varie storie… 

 

Chi vive di scrittura è di solito un appassionato lettore. Lei, Lucia, cosa legge? Quali libri hanno accompagnato la sua formazione?

Ho letto tantissimi libri come molti di noi. Sicuramente i saggi storici hanno accompagnato la mia formazione. E tra gli “storici”, i romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi.

 

 

Infine la Sicilia, Palermo. Vorrei parlarne con lei perché intuisco che costituiscono molto di più che la cornice entro cui si muovono i personaggi del suo romanzo e alla quale dedica la sua attività di ricercatrice. Intuisco un rapporto intenso e viscerale, mi sbaglio?

Rapporto intenso, sì. Un grande amore per la Sicilia, per i suoi profumi, dialetto, colori, mercati e sapori…  che traspare sin dalla prima pagina del libro… che inizia con: “accura a un sciddicare!!!”  (attento a non scivolare, n.d.r.).

 

Grazie, Lucia, per il suo tempo e le sue risposte.

 

Lia Messina

 
14 marzo 2015

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Rosalia Messina

Sono nata a Palermo nel 1955. Vivo, lavoro e scrivo tra Bologna, Firenze e Catania. Giurista insoddisfatta della prosa in “giuridichese”, mi salvo la vita scrivendo narrativa: tanti racconti, alcuni riuniti in una raccolta, “Prima dell’alba e subito dopo”, Perronelab 2010, i romanzi “Più avanti di qualche passo” (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio “Angelo Musco” 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio “Città di Reggio Emilia” 2013), “Marmellata d’arance” (Edizioni Arianna 2013) e “Gli anni d’argento” (Algra Editore 2014), “Morivamo di freddo” (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016, prossimamente edito in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini “Favole a colori” (Algra Editore 2015, prossimamente anche in digitale). Credo nella condivisione e nelle possibilità che offre la rete; pubblico su LetteraTu le “Citazioni della domenica” e, di tanto in tanto, anche altro, come per esempio le interviste in “Ritratto di lettore”; su Libreriamo curo la rubrica “Libri e dintorni“, nata sulle ceneri de “La parola all’autore” e infine in rete si trova anche un mio blog – http://rosaliamessina.blogspot.it/ – per il quale spero sempre di trovare più tempo. Ma sotto le quattro ore di sonno non posso andare…

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