Libri e dintorni

Rosalia Messina

Giovanni Cocco, finalista al Campiello 2013, a suo agio con vari generi letterari

Giovanni Cocco, finalista al Campiello 2013 con La Caduta (Nutrimenti, 2013, Premio Selezione Campiello), è autore di altri romanzi: Ombre sul lago (Guanda, 2013), scritto in coppia con Amneris Magella, uno dei libri italiani più tradotti nel mondo; Il bacio dell’Assunta (Feltrinelli, 2014). Il suo prossimo romanzo, Omicidio alla stazione centrale (sempre scritto in coppia con Amneris Magella), uscirà per Guanda in primavera.

 

 

Sui giornali e in rete è facile trovare notizie su un autore dal percorso singolare come quello di Giovanni Cocco, arrivato al Campiello con un libro interessante e fuori dal comune che aveva collezionato, prima di essere approvato dalla casa editrice Nutrimenti, una serie cospicua di rifiuti. Forse per te sarà noioso, Giovanni, ma la storia dei tuoi esordi è davvero insolita e ti chiedo di raccontarla anche ai lettori di Libreriamo.

Un romanzo a cui ho lavorato per cinque anni e in cui non credeva nessuno. Trentadue rifiuti e poi l’incontro con Nutrimenti. Un grande editore, Andrea Palombi, un grande editor, Riccardo Trani, e un grande ufficio stampa, quello guidato allora da Luigi Scaffidi. È stato un lavoro di squadra.

 

Cosa ti ha aiutato a non arrenderti?

La fiducia cieca nella qualità del romanzo. E la voglia di dimostrare che avevo qualcosa da dire.

 

Hai dato prova di essere capace di diversi tipi di scrittura. Ma hai una predilezione per uno di essi?

L’ambizione era quella di provare a suonare tutte le musiche possibili, e di passare dai libri letterari (La caduta) a quelli di genere (Ombre sul lago) passando per quelli più popolari (Il bacio dell’Assunta). A due anni di distanza sono ancora convinto che il libro più completo sia Ombre sul lago, che ha avuto un discreto successo in Italia ma che è stato acquistato da alcuni tra i più importanti editori del mondo. A breve uscirà il seguito, sempre per Guanda. E poi il romanzo a cui tengo di più, La promessa, che è idealmente il seguito de La caduta. Omicidio alla stazione centrale  è un poliziesco classico dalle forti venature noir, con una trama che si sviluppa tra il lago di Como, la Milano di ieri e di oggi e Lugano. La protagonista è sempre Stefania Valenti, il nostro personaggio seriale, la trama è sempre di Amneris e le parole sono sempre mie.

 

Chiedo sempre agli autori cosa amino leggere e se hanno un autore o un libro di culto.

Vita standard di un venditore provvisorio di collant di Aldo Busi. Un romanzo straordinario.

 

Grazie, Giovanni, per il tuo tempo e le tue risposte.

 

Lia Messina

 

31 gennaio 2015

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Rosalia Messina

Sono nata a Palermo nel 1955. Vivo, lavoro e scrivo tra Bologna, Firenze e Catania. Giurista insoddisfatta della prosa in “giuridichese”, mi salvo la vita scrivendo narrativa: tanti racconti, alcuni riuniti in una raccolta, “Prima dell’alba e subito dopo”, Perronelab 2010, i romanzi “Più avanti di qualche passo” (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio “Angelo Musco” 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio “Città di Reggio Emilia” 2013), “Marmellata d’arance” (Edizioni Arianna 2013) e “Gli anni d’argento” (Algra Editore 2014), “Morivamo di freddo” (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016, prossimamente edito in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini “Favole a colori” (Algra Editore 2015, prossimamente anche in digitale). Credo nella condivisione e nelle possibilità che offre la rete; pubblico su LetteraTu le “Citazioni della domenica” e, di tanto in tanto, anche altro, come per esempio le interviste in “Ritratto di lettore”; su Libreriamo curo la rubrica “Libri e dintorni“, nata sulle ceneri de “La parola all’autore” e infine in rete si trova anche un mio blog – http://rosaliamessina.blogspot.it/ – per il quale spero sempre di trovare più tempo. Ma sotto le quattro ore di sonno non posso andare…

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