Libri e dintorni

Rosalia Messina

Gianluca Antoni e le felici disavventure di un titolo (troppo) azzeccato: Il peso specifico dell’amore

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Gianluca Antoni, psicoterapeuta, è autore dei romanzi Cassonetti (Italic, 2010) e Il peso specifico dell’amore (Italic, 2012).

 

Gianluca, di solito all’autore che intervisto chiedo per prima cosa di parlare della sua vocazione letteraria e di altri argomenti per così dire generali, per poi fare domande più specifiche su opere, personaggi, progetti. Con te farò al contrario: entro subito in medias res, invitandoti a parlare del romanzo Il peso specifico dell’amore e della vicenda del titolo identico dato da altra autrice al tuo romanzo. Di questo si parla tanto in rete e vorrei chiederti qualche riflessione sul punto. Immagino che l’autore debba sentirsi espropriato. Vuoi parlarne? E come pensi che si senta l’autrice dell’omonimo libro, che dobbiamo presumere ignara della preesistenza del tuo romanzo, dopo averlo scoperto?

La reazione è stata di rabbia e indignazione. Non può essere che nel 2015, quando ci vuole un secondo per verificare se un titolo è già in commercio, una casa editrice come la Mondadori non l’abbia fatto. Il peso specifico dell’amore è un romanzo che nel suo piccolo è molto amato e per una piccola casa editrice come Italic rappresenta un best-seller. Il titolo inoltre nasce spontaneo dal contenuto stesso del romanzo. Il protagonista infatti si chiede se si possa misurare scientificamente l’amore e cosa succederebbe se l’umanità vivesse nella consapevolezza di ciò che ama davvero, piuttosto che inseguire falsi miti. Ipotizza anche un congegno elettronico, da polso, in grado di misurarlo oggettivamente. La scelta del titolo non è stata effettuata a fini commerciali, ma esclusivamente perché ha attinenza con il contenuto. E nel romanzo di Federica Bosco non c’è questa attinenza, sebbene la protagonista a un certo punto pronunci le parole “il peso specifico dell’amore”. Questo mi fa pensare che la scelta della Mondadori si sia basata esclusivamente sulla bellezza del titolo in grado di catturare l’attenzione di un potenziale lettore.
Circa come si sia sentita Federica Bosco, dovresti chiederlo a lei. Al suo posto, mi sentirei molto dispiaciuto, soprattutto sul fatto che i miei lettori possano pensare che abbia copiato il titolo.

 

Quali sono le tue impressioni di lettura sul romanzo di Federica Bosco?

Il peso specifico dell’amore della Bosco è un romanzo che si lascia leggere con leggerezza. Un romanzo rosa, una commedia a lieto fine, senza grandi colpi di scena. Stile Sex and the City o Il diavolo veste Prada, per intenderci. E come una commedia di Hollywood la storia si sviluppa in modo abbastanza prevedibile con qualche episodio divertente, qualche battuta simpatica e qualche colpo di scena che rende il romanzo gradevole. Per chi vuole passare qualche ora spensierata, può essere una buona lettura.

 

In cosa si differenzia il tuo romanzo?

Non spetta a me scriverlo. Posso dire però che il mio peso specifico non è un romanzo rosa: si parla di amore di coppia, questo sì, ma non solo. Tratta dell’amore a 360°: dell’amore verso un padre sobrio di incoraggiamenti, dell’amore incondizionato di un cane, dell’amore per il proprio lavoro e il proprio talento, dell’amore per se stessi, dell’amore per la vita e dell’amore disperato di chi della vita vuole disfarsene. Si parla dell’amore come di una capacità, una capacità trasversale che investe tutta la vita di una persona. E quando si è incapaci di amare, sono dolori.

Ci sono poi tante altre differenze, dallo stile della scrittura alla costruzione della storia non lineare, e altre ancora che lascio ai lettori scoprire.

 

Avresti immaginato l’ondata di solidarietà di lettori, altri autori, persone sconosciute, che ti ha felicemente sommerso?

Sinceramente no, è stata una bellissima sorpresa, soprattutto quella dei miei lettori. Dai commenti ricevuti sapevo che il romanzo aveva fatto breccia nei loro cuori, ma non fino a questo punto, tanto da volerlo difendere a spada tratta come se fosse il loro.

 

Qualche riflessione ulteriore sull’editoria italiana e sul suo stato di salute, anche a prescindere dalla tua vicenda particolare?

La crisi che la investe non aiuta gli editori a puntare sulla qualità. Temo che l’aspetto economico sia il punto più rilevante. Immagino che la prima domanda che si pongano sia: questo libro vende? Penso comunque che la qualità possa comunque emergere, anche se con più difficoltà rispetto al passato. Ci sono ottime collane editoriali nei cataloghi dei grandi editori, e ottimi piccoli editori che continuano a fare un lavoro certosino valorizzando la qualità. Peccato che quest’ultimi facciano una grande fatica a ottenere visibilità.

 

Parliamo adesso di te come autore di narrativa e come autore di libri che non saprei definire se non come testi di aiuto psicologico (cito due titoli, Realizza i tuoi sogni  e Trova il tuo lavoro, entrambi pubblicati da Il Sole 24 ore libri, il secondo dei quali scritto insieme a Nicola Giaconi). Mi sembra sempre interessante il rapporto fra diversi tipi di scrittura dello stesso autore, mi piace chiedere se si tratta di compartimenti stagni o di vasi comunicanti.

Considero la scrittura dei testi “tecnici” ben diversa da quella creativa dei romanzi. Li tratto a compartimenti stagni, qualche volta ho pensato addirittura di usare uno pseudonimo per tenerli separati. Amo comunque il mio lavoro di psicoterapeuta e di consulente d’orientamento, sono scisso in due parti, entrambe molto gratificanti.

 

Come nasce di solito, nella tua esperienza, l’esigenza di scrivere una storia, quella storia, con quei personaggi? Il tuo lavoro ti fornisce qualche spunto, ti fa venire qualche idea?

Ti vengono delle idee e le segui come un segugio. E piano piano come per magia si sviluppa la storia e ci infili la tua esperienza, le tue riflessioni, le tue emozioni. Non ho una struttura a priori, lascio sorprendermi da ciò che viene fuori come se fossi io stesso il lettore. Nel mio lavoro ho il privilegio di ascoltare molte storie, di condividere drammi e gioie reali, da un punto di vista molto intimo. Mi entrano dentro, e in qualche modo, oserei dire inconscio, fuoriescono in quello che scrivo.

 

La domanda sulle letture preferite la faccio sempre: autori e libri di culto, idiosincrasie, tutto quello che ti va di dire di te lettore.

Sono un lettore onnivoro e curioso. Ho autori di culto come Cormack McCarthy e Chuck Palaniuk e romanzi a cui sono molto legato tipo Il giovane Holden o Molto forte incredibilmente vicino, ma tendenzialmente mi abbandono alla curiosità di vagare alla ricerca di nuovi autori e generi diversi. 

 

Stai lavorando a un nuovo romanzo, al momento?

L’ho appena terminato. Stavo giusto cominciando a muovermi per trovare un editore più grande che potesse dargli maggiore visibilità. Visti gli ottimi commenti e le recensioni lusinghiere, avrei voluto portare in dote anche Il peso specifico dell’amore, magari per farlo uscire nella collana economica, ma ora con il libro della Bosco sugli scaffali di tutte le librerie chi può essere interessato a far uscire un libro con lo stesso titolo? Insomma, non vorrei che tutta questa vicenda mi avesse danneggiato.

 

Grazie, Gianluca, per il tuo tempo e le tue risposte. E in bocca al lupo per il tuo romanzo ultimo nato. E anche per il tuo romanzo precedente, al quale auguro una rinnovata fortuna!

 

Rosalia Messina

 


25 aprile 2015

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Rosalia Messina

Sono nata a Palermo nel 1955. Vivo, lavoro e scrivo tra Bologna, Firenze e Catania. Giurista insoddisfatta della prosa in “giuridichese”, mi salvo la vita scrivendo narrativa: tanti racconti, alcuni riuniti in una raccolta, “Prima dell’alba e subito dopo”, Perronelab 2010, i romanzi “Più avanti di qualche passo” (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio “Angelo Musco” 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio “Città di Reggio Emilia” 2013), “Marmellata d’arance” (Edizioni Arianna 2013) e “Gli anni d’argento” (Algra Editore 2014), “Morivamo di freddo” (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016, prossimamente edito in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini “Favole a colori” (Algra Editore 2015, prossimamente anche in digitale). Credo nella condivisione e nelle possibilità che offre la rete; pubblico su LetteraTu le “Citazioni della domenica” e, di tanto in tanto, anche altro, come per esempio le interviste in “Ritratto di lettore”; su Libreriamo curo la rubrica “Libri e dintorni“, nata sulle ceneri de “La parola all’autore” e infine in rete si trova anche un mio blog – http://rosaliamessina.blogspot.it/ – per il quale spero sempre di trovare più tempo. Ma sotto le quattro ore di sonno non posso andare…

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