Libri e dintorni

Rosalia Messina

Conversazione con Maria Paola Colombo sul suo romanzo “Il negativo dell’amore”

Conversazione con Maria Paola Colombo sul suo romanzo “Il negativo dell’amore”

Maria Paola Colombo è autrice del romanzo Il negativo dell’amore (Mondadori 2012), che ha vinto i premi Flaiano, Zocca Giovani, Kihlgren, Mont Blanc, Grotte della Gurfa e il premio del Circolo dei Lettori.

 

Maria Paola, il tuo romanzo d’esordio è stato apprezzato molto. Vuoi raccontare ai lettori di Libreriamo la storia di questo libro? Da quando scrivi, quanto tempo è durata la gestazione del romanzo, come sei arrivata a pubblicare con Mondadori …

La storia di questo libro è la storia di un incontro tra l’ Ostinazione e la Fortuna. Scrivo da quando ero bambina e ho imparato l’alfabeto. Se mi avessero chiesto a vent’anni cosa avrei voluto fare da grande, avrei risposto: la scrittrice. Ma le cose sono andate diversamente, ho trovato un lavoro come tanti e ho messo da parte i sogni. Sono diventata una di quelle persone infelici che se la prendono con il destino. È andata avanti così per quasi dieci anni. Finché mia sorella Silvia non è venuta da me con un indirizzo email e un numero di telefono. A una grigliata aveva conosciuto una ragazza e, parlando del più e del meno, aveva scoperto che lavorava in Mondadori. Si chiama Giulia Ichino e, oggi, è la mia editor. Allora era solo un nome annotato a biro. Ma quel contatto, all’improvviso, mi ha aperto gli occhi: in tutti quegli anni avevo speso molto a lamentarmi e poco tempo a scrivere. Non avevo niente di dignitoso da spedire. Forse era giunto il momento di prendere in mano il cuore e gettarlo oltre l’ostacolo. Di provarci davvero, di dedicare tempo ed energia alla scrittura. Il mondo è pieno di persone che fingono di essere impossibilitate a realizzarsi. Ma se vuoi che qualcosa accada, devi crederci fortissimamente, prima che sia vero.

Allora ho cominciato a scrivere sul serio. Ogni fine settimana mi chiudevo in casa e trascorrevo dodici, tredici ore alla scrivania. Ogni fine settimana iniziavo e chiudevo un racconto, ogni racconto esplorava un dolore e una possibilità della mia vita. Dopo tre mesi avevo per le mani la raccolta Undici di cuori, con cui sono approdata a Mondadori.

Giulia Ichino ha creduto nella mia voce narrativa, facendo un atto di fede. Aveva in mano dei racconti, ma voleva un romanzo per l’esordio. E io le ho detto: non c’è problema, lo scrivo. È stato un gesto incosciente, ma ci sono momenti nella vita in cui sai che sei al tuo posto e che andrà tutto bene.

Così sono tornata a casa e mi sono messa al lavoro. Il negativo dell’amore è un romanzo sulla possibilità della felicità. Sebbene la trama non assomigli affatto alla mia vita, è la mia storia: la storia di un’ostinazione alla gioia.

 

 

Perché questo titolo? Leggendo il romanzo lo si capisce, ma vorrei che lo spiegassi a chi ancora deve leggerlo.

Il titolo fa riferimento alla fotografia, per la verità ad un tipo di fotografia che quasi non c’è più: quella su pellicola. Come la pellicola, un piccolo frammento scuro, contiene già in sé tutta la potenzialità dell’immagine a colori, così, in ciascuno di noi, c’è un’impronta amorosa minuscola, a volte sofferta, da cui si sviluppa l’arcobaleno della vita.

 

Tante declinazioni dell’amore, nel tuo romanzo. Anche del malamore. Non solo, però. C’è tanto amore nella famiglia di Tommaso detto Walker. Ce n’è fra la vecchia Carmelina e la piccola Cristiana detta Cica… c’è un bellissimo rapporto fra le generazioni. Ci sono gli innamoramenti di Walker. C’è sempre qualcosa di nuovo da dire sull’amore? O piuttosto è il modo in cui si racconta un sentimento di cui tutti pensiamo di sapere tutto a dare il senso del nuovo, dell’inedito?

Amore e morte sono i temi centrali di tutta la letteratura, dai primi balbettii dell’umanità. Ma sono anche i due grandi misteri intorno a cui ruota la vita di ciascuno. Come macchie di Rorschach si prestano a un’infinità di letture e declinazioni, una per ogni cuore. E la somma di questi sguardi esperienziali, differenti anche solo per un accento, ancora non esaurisce in maniera definitiva il mistero.

 

Tanti premi letterari, per Il negativo dell’amore. Ti aspettavi tanto successo?

No. Non sapevo che valore potessero avere le mie parole, i miei segni, fuori da me. Nella relazione con gli altri.

 

Che lettrice sei? Che libri hai amato, nel corso della vita? Quali consideri fondamentali nella tua formazione?

Sono una lettrice voracissima e onnivora. Non rilego quasi mai un libro due volte. Dimentico spesso i titoli. Sono pessima quanto a citazioni. Ma le mie letture mi alimentano, sono in nutrimento della mia scrittura. Ci sono libri che ho amato moltissimo. L’ultimo mio amore è Camus: Lo straniero e La peste.

 

A cosa lavori, adesso?

Il mio nuovo romanzo uscirà a gennaio. L’ho scritto, come sempre, in un’immersione totale. Due mesi di evaporazione dal mondo reale. È troppo fresco, sono ancora troppo sbalordita, per averne un’idea precisa. Scoprirò di cosa parla, davvero, mano a mano che le persone lo leggeranno e io, attraverso le loro osservazioni e i loro sguardo, mi comprenderò.

 

Grazie, Maria Paola, per il tuo tempo e le tue risposte. E ci risentiamo dopo il prossimo romanzo.

Rosalia Messina

 

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Rosalia Messina

Sono nata a Palermo nel 1955. Vivo, lavoro e scrivo tra Bologna, Firenze e Catania. Giurista insoddisfatta della prosa in “giuridichese”, mi salvo la vita scrivendo narrativa: tanti racconti, alcuni riuniti in una raccolta, “Prima dell’alba e subito dopo”, Perronelab 2010, i romanzi “Più avanti di qualche passo” (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio “Angelo Musco” 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio “Città di Reggio Emilia” 2013), “Marmellata d’arance” (Edizioni Arianna 2013) e “Gli anni d’argento” (Algra Editore 2014), “Morivamo di freddo” (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016, prossimamente edito in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini “Favole a colori” (Algra Editore 2015, prossimamente anche in digitale). Credo nella condivisione e nelle possibilità che offre la rete; pubblico su LetteraTu le “Citazioni della domenica” e, di tanto in tanto, anche altro, come per esempio le interviste in “Ritratto di lettore”; su Libreriamo curo la rubrica “Libri e dintorni“, nata sulle ceneri de “La parola all’autore” e infine in rete si trova anche un mio blog – http://rosaliamessina.blogspot.it/ – per il quale spero sempre di trovare più tempo. Ma sotto le quattro ore di sonno non posso andare…

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